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LA MANOVRA DEL GOVERNO SULLA CRISI ECONOMICA
Di seguito il testo del DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010, n.78 "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica".
Pensioni La manovra economico-finanziaria introduce modifiche sostanziali al sistema pensionistico italiano, sia nel pubblico impiego che in quello privato. Infatti le 146 pagine del decreto legge sono costellate da numerosi provvedimenti in materia pensionistica a partire dall'art. 12 di pag. 58 e poi a seguire. Cosa succederà a chi andrà in pensione dal 2011 ? 1) Addio alla pensione dopo 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica. A causa della "finestra unica mobile" i lavoratori dipendenti potranno andare in pensione 12 mesi dopo il raggiungimento del requisiti minimi, mentre i lavoratori autonomi dopo 18 mesi. Dunque si andrà in pensione dopo 41 anni di contributi; 2) Raggiunti i 40 anni lavorativi, i contributi previdenziali successivi contribuiscono in maniera irrilevante ad aumentare la propria pensione; 3) Le pensioni di anzianità e di vecchiaia salgono a 66 anni per gli uomini e 61 anni per le donne; 4) La pensione di anzianità delle donne che lavorano nel pubblico impiego sarà elevata da 60 a 65 anni entro il 2016 anziché entro il 2018. Anche a questa categoria sarà comunque applicata la finestra mobile che come abbiamo visto al punto 1) e 2) comporterà un anno di lavoro aggiuntivo; 5) Le rendite di anzianità dei lavoratori dipendenti passano da quota 96 a 97. Attualmente è possibile andare in pensione già a quota 96 (ad esempio 61 anni di età e 35 anni di contributi previdenziali) mentre dal prossimo anno la quota minima sarà di 97 (ad esempio 63 anni di età e 34 di contribuzione previdenaziale); 6) Le rendite di anzianità dei lavoratori autonomi sono portate a quota 98,5. Attualmente è possibile andare in pensione già a quota 96 (ad esempio 61 anni di età e 35 anni di contributi previdenziali) mentre dal prossimo anno la quota minima dei lavoratori autonomi sarà di 98,5 (ad esempio 64 anni di età e 34,5 di contribuzione previdenaziale); 7) Infine dal 1 gennaio 2015 l'età pensionabile sarà legata all'aspettativa di vita media. Ciò significa che maggiore sarà l'aspettativa di vita media in Italia e più tardi si andrà in pensione. L'incremento stimato è di oltre un mese all'anno, ossia ogni anno l'età pensionabile si allungherà di oltre un mese. In base a questo metodo di calcolo si prevede che nel 2024 si andrà in pensione a 67 anni. |